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La
classe in pedana ("ARMI
E TIRO" n. 6/1999)
Un fucile "fine" per gli appassionati
della pedana. Allestito per tutte le versioni del Tiro a volo,
questo sovrapposto tipo Boss unisce grandi doti di brandeggio
a una meccanica collaudata e a un'ottima resa balistica. Curato
in tutti i dettagli, si propone al tiratore con classe e grinta.
Più di un anno fa avemmo modo di provare
un prototipo del Sydney e ne fummo piacevolmente sorpresi. L'Armi Salvinelli
di Marcheno (BS), nota soprattutto per la produzione di repliche
di fucili e revolver ad avancarica e di fucili pieghevoli (monocanna,
ma anche a canne sovrapposte), con una particolare specializzazione
per i piccoli calibri. Tre anni fa, l'azienda ha deciso di diversificare
la propria produzione, inserendo nel proprio catalogo fucili di
maggior pregio, in particolare sovrapposti. Di questa nuova produzione,
il Sydney è certamente il fiore all'occhiello.
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Il fucile è perfettamente equilibrato
sul suo punto di basculaggio. La linea è tipicamente
"da pedana", ma assai ingentilita dalle cartelle
allungate.
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Meccanica tipo Boss
Costruito con meccanica tipo Boss, il nuovo sovrapposto viene
proposto in tutte le versioni per il tiro, ma anche per la caccia.
Ciò significa che all'Armi Salvinelli il cliente può richiedere
versioni con canne corte, lunghe, cilindriche, dotate di strozzatori
intercambiabili o con strozzature a richiesta e calci con pieghe
adatte a tutti i tiratori.
Quando si parla di chiusura tipo Boss non si intende naturalmente
la classica chiusura Boss, che prevede una lunga lavorazione manuale,
che richiederebbe un costo aggiuntivo "esagerato". Per
chiusura Boss si intende un fucile dotato, ai lati del manicotto,
di due ramponi conici, con la base sulla parte superiore del manicotto,
che si andavano rastremando con un disegno semicircolare. Questi
ramponi dovevano adattarsi perfettamente alle apposite sedi ricavate
sui fianchi interni della bascula.
E' evidente che per ottenere una adesione perfetta delle pareti
dei ramponi con le proprie sedi era necessaria l'opera di una
espertissima mano di artigiano e un largo utilizzo di "nerofumo"
o carta carbone. Questi due sistemi venivano impiegati (lo sono
tuttora) per testare i punti di attrito fra le due superfici e
renderli il più perfetti possibile. In un processo industriale,
questo procedimento verrebbe a costare cifre proibitive e un "vero"
Boss andrebbe a incidere pesantemente sul prezzo finale del fucile.
La tecnologia ha fatto passi da gigante e oggi si possono ottenere
fucili con chiusura tipo Boss a prezzi relativamente contenuti
(considerando sempre che si tratta di armi di pregio), con prestazioni
balistiche e doti meccaniche e di brandeggio con ogni probabilità
superiori ai "veri" Boss che hanno un sistema di chiusura
e tenuta molto particolari, ma che, generalmente, pagano il pedaggio
per quanto riguarda la resa balistica e, tranne rare eccezioni,
la brandeggiabilità.
Naturalmente, queste sono indicazioni di massima ed è altrettanto
naturale che coloro che pagano un fucile oltre 50 milioni, debbano
poter disporre di un'arma perfetta e adatta alla propria struttura
fisica e al proprio stile di tiro. Tuttavia è molto raro
incrociare sulle pedane tiratori schierati con fucili di tal valore
e la cosa è abbastanza comprensibile. E' del tutto naturale,
invece, che vi siano molte persone disposte a spendere anche cifre
consistenti, ma "umane", per avere un attrezzo di rango
con cui cimentarsi nelle gare di tiro.
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La batteria è semplice, robusta
e destinata a durare, con molle a spirale su guidamolle.
Tutti gli elementi sono ricavati dal pieno e alcuni successivamente
dorati. Le incisioni sulle cartelle allungate sono eseguite
da grandi maestri incisori.
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Liberate un posto in bacheca
Il Sydney Armi Salvinelli corrisponde perfettamente a queste aspettative,
proponendosi, nella sua versione standard, come un attrezzo eccellente,
tecnicamente "dotato" per la pedana. Nella versione
EXL Cartelle che vi presentiamo, invece, si propone come fucile
"fine" che, pur mantenendo le ottime caratteristiche
meccaniche e di brandeggio del modello standard, è degno
di comparire nella bacheca dello studio del più esigente
appassionato di questo genere di fucili, grazie anche alla firma
di grandi maestri incisori.
Il sovrapposto in prova è dotato di cartelle inserite nella
bascula tramite un innesto a baionetta e tenute fisse dal calcio.
Le incisioni sono estremamente ben eseguite da grandi maestri
incisori. Il fucile viene fornito con una valigetta in pelle,
calcio su misura e, per chi lo richiede, anche con una serie di
strozzatori interni intercambiabili.
Il Sydney trova la sua giusta collocazione nella fascia alta dei
fucili sia da caccia sia da tiro, anche se le sue caratteristiche
costruttive e le incisioni di cui è dotato giustificano
il prezzo e lo rendono addirittura "a buon mercato"
se comparato ad altre armi con le stesse caratteristiche.
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Riassumendo:
Estetica:
attrezzo piacevole e grintoso che dimostra immediatamente
la sua naturale vocazione.
Meccanica: ottima in tutti i particolari e molto ben
lavorata.
Brandeggio: eccellente. Il fucile si dimostra pronto
a seguire ogni traiettoria impostagli, senza disturbare
il tiratore.
Finiture: ricche incisioni eseguite a mano e firmate
dall'artista.
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La meccanica e i legni
Le canne sono assemblate a monoblocco, con bindellini di giunzione
e bindella ventilati. Quest'ultima è da 11 mm e dotata
di mirino a barretta fluorescente. Gli estrattori sono automatici
e le molle che li servono sono poste ai lati del monoblocco, immediatamente
dietro gli estrattori.
Ai lati del monoblocco sono presenti le ramponature tronco coniche
che andranno a inserirsi nelle apposite sedi ricavate sui fianchi
interni della bascula. A differenza della chiusura classica Boss,
che prevede un arrotondamento di entrambi i lati dei ramponi,
nel Sydney i ramponi presentano una parte anteriore rettilinea,
con un angolo molto vicino ai 90°, che si inserisce perfettamente
nelle sedi di bascula, garantendo così una tenuta "a
tutto campo".
Le strozzature possono essere personalizzate, mentre nel modello
base sono 7/10 e 10/10. La lunghezza delle canne è di 750
mm. Il Sydney può avere anche una serie di strozzatori
intercambiabili in acciaio inox, il che permette di sparare anche
i pallini d'acciaio.
La bascula, ricavata dal pieno di un blocco di acciaio speciale,
così come il manicotto, anziché presentare sedi
ricavate direttamente nei fianchi in cui dovrebbero inserirsi
i ramponi del demiblocco, presenta due tasselli che si ergono
dalla base e proseguono sui fianchi, sui quali vanno a poggiare
i ramponi. La loro struttura segue la linea retta dei ramponi
stessi e garantisce così una tenuta ottimale. La chiusura
è garantita da un tassello posto sulla mezzeria della bascula
che si inserisce nella parte alta dei ramponi. La bascula è
finita in bianco e le incisioni possono essere fornite a richiesta.
La batteria viene comandata da molle elicoidali poste su guidamolla.
Tutti gli elementi che la compongono, molle a parte, sono dorati,
così come è dorato il grilletto. Le molle sono poste
immediatamente dietro i cani e consentono uno scatto velocissimo
e preciso. Nelle versioni da pedana o da caccia è previsto
un monogrillo selettivo che, però, nel modello Trap, non
ha ragione di esistere. I legni sono in noce sceltissima, tipo
E, zigrinati a mano passo sottile. L'asta è a mezza coda
di castoro con incavi longitudinali e il calcio a pistola, molto
stretta, da tiro. Il calciolo è in morbida gomma piena.
Tutte le pieghe vengono fornite a richiesta. Il calcio pesa circa
920 g.
La prova a fuoco
Il fucile pesa 3.650 g, ma non li dimostra. Tenendo in mano il
Sydney, ci si rende conto del suo perfetto equilibrio e dell'assenza
completa di sovrappesi in testa o in coda, risultando così
"completamente inerte".
Il Sydney EXL Cartelle sa dimostrare tutto il suo valore alla
prova a fuoco. Si adatta perfettamente all'imbracciata e non dimostra
alcuna tendenza a "beccare" in avanti o indietro. La
prova migliore è stata fatta ponendo il fucile sul pomolo
sottile e arrotondato di una sedia, facendolo poggiare all'altezza
dei perni cerniera, e vedendolo rimanere in perfetto equilibrio.
Le rosate si sono rivelate ottime sia di prima sia di seconda
canna e i due colpi, esplosi simultaneamente, con il fucile appoggiato
e non tenuto dalla mano sinistra, si sono praticamente sovrapposti.
Questo dimostra un irrilevante impennamento delle canne all'esplosione
del primo colpo, a tutto vantaggio di un eventuale recupero di
seconda.
La prova in pedana ha confermato questa impressione e il Sydney
EXL Cartelle si è rivelato docile, facile da "guidare"
e altrettanto facile nei cambi repentini di direzione. La prima
canna volutamente lenta, è seguita da una seconda, al contrario,
assai veloce. Con questa combinazione, si sono ottenuti buoni
recuperi di seconda, così come la seconda è stata
vincente quando la prima veniva esplosa in tempi eccessivamente
rapidi, "strappando". Queste caratteristiche permettono
di definire il Sydney come un "attrezzo" facile con
una condotta che va a tutto vantaggio del tiratore, al quale consente
anche di recuperare qualche errore.
In conclusione, il Sydney EXL Cartelle si propone come fucile
di rango, adatto a chi desideri possedere un fucile di pregio,
ma voglia, nello stesso tempo, anche un attrezzo che abbia le
caratteristiche del fucile da tiro.
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